Microchirurgia cataratta

La tecnica attualmente più diffusa per l'intervento della cataratta è la facoemulsificazione.

Dopo aver praticato una anestesia locale con gocce di collirio anestetico (anestesia topica ) oppure con una infiltrazione peribulbare (anestesia peribulbare) si pratica una incisione corneale di circa 2.75 millimetri per introdurre una sonda ad ultrasuoni che frammenta ed aspira il cristallino opaco.

Nella seconda parte dell'intervento, viene introdotta ed impiantata nel sacco capsulare una lente intraoculare artificiale (IOL).

L'intervento dura in media dai 15 ai 30 minuti ed è indolore.

Il paziente operato viene dimesso nella giornata dell' intervento che può avvenire in regime di ricovero ambulatoriale o day hospital.

Utili sono le precauzioni da osservare nei giorni successivi all'intervento: usare le lenti scure per evitare l'abbagliamento, applicare durante la notte la coppetta protettiva che ripara da traumatismi involontari.

Indispensabile la precisione nei modi e nei tempi delle medicazioni che vanno effettuate durante la giornata con i colliri prescritti al momento della dimissione.

Gradualmente si riprendono le proprie attività quotidiane limitando sforzi e attività sportive per circa una settimana.

Che cos'è la cataratta?

La cataratta è il nome generico che contraddistingue l'opacizzazione parziale o totale del cristallino.

La cataratta può essere congenita ovvero già presente alla nascita.

Vi sono comprese entità varie dal punto di vista etiologico patogenetico e morfologico. Due sono i fattori di insorgenza più frequenti:fattori genetici(anomalie cromosomiche o metaboliche) e fattori ambientali o peristatici(anomalie connatali)

I fattori peristatici sono molteplici:fattori meccanici(briglie amniotiche, traumi da parto) fattori chimici (farmaci di varie tipologie assunti durante i primi mesi della gravidanza) e soprattutto fattori infettivi (infezioni materne di rosolia, citomegalovirus e toxoplasmosi).

Sono accomunate dalla stazionarità clinica e possono essere associate ad altre malformazioni oculari.

Raramente è necessario l'intervento nella prima infanzia.

La cataratta acquisita è una conseguenza del processo di invecchiamento dell'occhio.

Dal punto di vista clinico morfologico si distinguono in:

  • senile (legata all'età)
  • associate a diabete e altre malattie metaboliche
  • traumatiche (successive a traumi perforanti o contusivi)
  • da radiazioni in pazienti esposti al rischio radiologico
  • complicate a malattie oculari come uveite o glaucoma
  • cataratte da farmaci (soprattutto da cortisone)
Laser per chirurgia cataratta

A seconda della posizione della opacità nel cristallino le cataratte si distinguono in cataratte corticali anteriori,corticali posteriori e nucleari.

Le cataratte modificano la capacità visiva sia per assorbimento sia per diffrazione della luce.

Negli stadi iniziali si ha spesso una riduzione del senso cromatico (percezione dei colori ) oppure una diplopia monoculare per la diffrazione dovuta alle opacità che scindono la luce che entra nell'occhio.

Caratteristica delle cataratte nucleari iniziali è la miopizzazione legata all'aumento dell' indice di refrazione del cristallino.

Negli emmetropi (pazienti che non necessitano di correzione ottica per la visione da lontano) essa porta ad un compenso della presbiopia nella visione da vicino ed il tornare a leggere il giornale senza occhiali è piacevolmente interpretato come un ritorno di vitalità.In compenso la visione per lontano è annebbiata ma nelle prime fasi può essere corretta con la prescrizione di occhiali.

Con il progredire dell'evoluzione della cataratta la visione peggiora qualitativamente e quantitamente fino ad arrivare alla sola percezione della luce nelle cataratte totali o bianche.

Centurion alcon
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